Prova a chiedere a qualche conoscente che ha commissionato lavorazioni “ in economia” se, alla fine, ha speso la cifra che si aspettava. Sono pronto a scommettere che nella maggior parte dei casi ha speso molto di più.
I lavori “in economia” sono quegli interventi che vengono pagati corrispondendo all’esecutore una tariffa oraria.
Per certe lavorazioni è difficile stabilire anticipatamente un importo e per questo motivo si utilizza questa formula; accade per esempio nelle ristrutturazioni, quando si effettua una lavorazione e non si conosce bene il contesto dell’intervento. Immagina, per esempio, quanto può costare la riparazione di una tubazione inserita all’interno di una parete se non si conosce bene l’entità del danno, quanto tempo e quali attività saranno necessarie per la sua riparazione. In questi casi, affidare il lavoro “in economia” è probabilmente la soluzione migliore.
Questa incertezza, non è presente, salvo in pochissimi casi, nella realizzazione di un nuovo edificio in cui, se il progetto è fatto come si deve, le lavorazioni si possono stimare con precisione. In queste situazioni questa formula per il committente non è conveniente (oltretutto incentiva poco l’efficienza – ma questo è un altro discorso).
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